
Domenica 22 settembre 2019, a Caselle Torinese, in provincia di Torino, sei gruppi musicali hanno rievocato, a distanza di cinquant’anni, Woodstock con le sue emozioni e le sue canzoni.
Il raduno di Woodstock, nel 1969, non fu solo un semplice concerto in cui si esibirono alcuni tra i più importanti gruppi musicali dell’epoca, ma fu un evento culturale che influenzò molti giovani
I figli dei fiori, con il loro “peace and love”, furono i portatori di un nuovo pensiero di pace e tolleranza, contro ogni forma di violenza (ricordiamo infatti che in quegli anni gli Stati Uniti erano impelagati in un assurda e dispendiosa guerra in Vietnam). Il concerto di Woodstock divenne quindi un tramite per far conoscere ad un più vasto pubblico questo nuovo stile di vita.
In quei tre giorni di agosto del 1969, di fronte ad una folla di oltre cinquecentomila persone, si alternarono sul palco ben 35 gruppi, tra cui alcune delle più grandi leggende del rock. Anche se le condizioni del pubblico furono tal volta al limite, l’atmosfera fu incredibile e rappresentò certamente un ricordo indelebile nella vita dei partecipanti.
A cinquant’anni da quell’evento, Caselle Torinese (sede dell’Aeroporto di Torino) per un giorno si è trasformata in una piccola Woodstock.
Sul piazzale del “Prato della Fiera” sei gruppi si sono divisi il palco suonando le canzoni che avevano entusiasmato il pubblico in quei magici giorni riproponendo, almeno in parte, un pò di quelle emozioni che furono dello storico evento.

La kermesse è inizita alle ore 17 con i “20e22”, uno dei gruppi più esperti tra i partecipanti, che ha eseguito alcuni classici del rock come: Knockin’ on Heaven’s Door di Bob Dylan, Gimme Some Lovin’ dei Spencer Davis Group ed Everybody Needs Somebody to Love di Solomon Burke.
Alle 18 sono salite le Gem, un giovanissimo gruppo composto solamente di ragazze che con la loro energia rock, hanno deliziato il pubblico con una brillante versione di My Sharona dei The Knack, continuando poi con brani dei Creedence Clearwater Revival, Zucchero e Celentano.
Nonostante la giornata non fosse bellissima, la temperatura gradevole ha fatto si che un discreto numero di persone si radunasse sul piazzale. Chi ballava a ritmo di musica, chi ascoltava il concerto sdraiato per terra, chi passava anche solo per curiosità. Certamente c’è stato una buona cornice di pubblico fino alle 19.
Edoardo e Pietro, due ragazzi di “Fridays for future” hanno sensibilizzato il pubblico spiegando le iniziative del movimento e ricordando la manifestazione del 27 settembre che si sarebbe tenuta in tutto il mondo: lo spirito di Woodstock si fa sentire anche tra i giovani!
Verso le 19 si esibiscono i Wandering Giants, gruppo che alterna classici del rock con pezzi propri, e con l’esecuzione di Acquarius (dal musical Hair) una spettacolare coreografia, eseguita da una crew di ballerini, coinvolge il pubblico presente.

Dopo l’intervento della presidentessa dell’ANPI di Caselle sui temi della libertà e della tolleranza, salgono sul palco i Nexus (anche loro alternano loro composizioni a brani storici) che partono subito forte con I can’t explain degli Who, seguendo con Blue suede shoes di Elvis fino ad arrivare a Wodoo child di Jimi Hendrix.
Alle 20.40 salgono sul palco i 5Hundred, gruppo di casa. I quattro giovanissimi ragazzi casellesi si esibiscono in alcuni dei più importanti pezzi di quel periodo: Cocaine di J.J. Cale/ Eric Clapton, Long train running dei Doobie Brothers, Ain’t no sunshine di Bill Withers, fino a Sunshine of love dei Cream.
Il pubblico, anche senon più numerosissimo come nel pomeriggio, si scalda ed apprezza l’esibizione del gruppo.
Alle 21.45 Simone Costrino Band sale sul palco per l’ultima esibizione del revival del festival di Woodstock e ci ripropone l’intera esibizione di Jimi Hendrix di Woodstock, anche grazie ai virtuosismi alla chitarra di Doriano Tartarini.
La serata si è conclusa con tutti gli artisti sul palco a cantate Imagine di John Lennon, magari con la speranza di ripetere l’esperienza il prossimo anno con una maggior partecipazione di pubblico, perchè sentire della buona musica suonata dal vivo, tra l’altro da molti ragazzi giovani, è sempre una bella emozione….chissà?





































Peccato non esserci stata….ma qui è descritto molto bene e sembra di rivivere un po’ quell’atmosfera…
Articolo ben congenito. Bravi.
Bellissima iniziativa , la musica dal vivo è già molto piacevole da ascoltare , inserita in un tale contesto direi evento molto interessante . Forse la limitata affluenza è stata dovuta a una non ampia pubblicizzazione dell’evento ? Io l’ho scoperto solo tramite questo dettagliato e piacevole resoconto .